2015,  BIANCHI,  Cascina degli Ulivi,  PIEMONTE,  VINO D'ANNATA

2015 Filagnotti, Cascina degli Ulivi

Ho deciso questa volta di condurre il mio assaggio con una metodologia ben definita: due momenti, separati da 24 ore. Protocollo: primo sorso all’apertura a temperatura frigo, secondo dopo trenta minuti e l’ultimo dopo un’ora. Ripeti il giorno successivo.

Venerdì 8 maggio, 8e50 di sera. Prendo la bottiglia dal frigo, stappo e vado dritto al bicchiere. Porgo il naso: acquolina da acidità di lambic frenata da un Cider da Upstate New York con la tipica mela cotogna cotta – spero svanisca presto. La bocca è scomposta, la lingua viene punzecchiata da tanti aghi, causa leggera carbonica. Il vino appare come un cavallo imbizzarrito appena uscito dalla stalla: scalcia e corre zigzagando (8.6). Mezz’ora dopo assaggio di nuovo. Il lambic è ancora lì, fortunatamente, e altrettanto fortunatamente la mela cotogna ha lasciato il posto ad una frutta meno ruvida ed allappante. La muscolatura resta dominante ma in bocca si inizia a sentire un piacevole fiore bianco che rilassa (8.8). Dopo sessanta minuti, il sorso diventa grasso ma non stanca la lingua, anzi viene voglia di bere. Una nota balsamica incornicia la frutta matura ed il biancospino. La nebbia si dirada e le linee si definiscono: l’acidità e la glicerina viaggiano parallele verso il piacere (8.9).

Sabato 9 maggio, 8:53 pm. Primo sorso a temperatura frigo: il naso è rigido, fisso su una caramella Rossana, confermata dall’attacco in bocca. Segue miele amarognolo e la densità prevale sull’agilità (8.7). Come previsto dal protocollo, bevo ancora dopo trenta minuti: esce fuori il caramello a soddisfare la sete ma l’acidità diviene più sporca con una nota sapida che graffia la gola (8.8). A temperatura ambiente e dopo 24 ore dalla sua apertura il vino si è adagiato su una confettura di albicocca con retrogusto di fico secco, forse un po’ troppo secco. La bevuta è resa difficile dal graffio in gola che si è accentuato ulteriormente, rendendo il finale faticoso (8.6).

Il Filagnotti 2015 è stato un po’ difficile da spiegare, imprevedibile nella sua evoluzione. Ha raggiunto l’apice della piacevolezza il primo giorno dopo un’ora con temperatura da rosso. Ma forse lo sbaglio è stato proprio di aver voluto raccontare metodicamente un vino che di metodico aveva (ed ha) ben poco. Creato da un uomo che detestava il confine giuridico di un disciplinare – divenuto nemico da combattere – e che vedeva il vino come il frutto di due creatività che si innamorano:

Il prodotto agricolo è un fiore che sboccia dall‘incontro d’amore tra la creatività della natura e quella dell’uomo. Stefano Bellotti (Cascina degli Ulivi).

Cascina degli Ulivi
Strada della Mazzola 14 – 15067 Novi Ligure
+39 0143 744598
  • NERA [12/05/20] - 8.9/10
    8.9/10
8.9/10
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5 Comments

  1. Marco 14 Maggio 2020
  2. Enrico Nera 14 Maggio 2020
  3. Marco 14 Maggio 2020
  4. Marco 14 Maggio 2020
    • Enrico Nera 15 Maggio 2020

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