1987,  BIANCHI,  DENOMINACIONES DE ORIGEN CALIFICADA,  DOP,  LA RIOJA,  Lòpez de Heredia,  OSSIDATIVI,  RIOJA ,  SPAGNA

2000 Viña Tondonia Reserva Blanco, Lopez de Heredia

Se digitate la frase “ossidazione del vino” in Google, questi saranno alcuni dei primi risultati che vedrete: I difetti del vino, Risolvere l’ossidazione del vino, Quando il vino si rovina. Per gli indicizzatori (figure mitologiche metà uomo e metà computer) del super cervellone So tutto io della Silicon Valley, l’ossidazione nel vino è qualcosa da evitare come il formaggio sugli spaghetti con le vongole. D’altronde non erano molto diversi i toni con cui se ne parlava al corso dell’AIS dieci anni fa (naturalmente fatta eccezione per le zone che storicamente hanno fatto dell’ossidazione una tecnica di vinificazione). Poi ci sono i bianchi di Lopez De Heredia che giocano invece un’altra partita. Cantina con oltre 130 anni di storia nella Rioja (Spagna), quattro vigne per quattro etichette: Tondonia, Bosconia, Cubillo e Gravonia. Aspettare è la parola d’ordine, dai 5 ai 10 anni prima di rilasciare i vini. Gli ettari più prestigiosi sono i 143 di vigna Tondonia, da dove provengono i più longevi vini dell’azienda (anche Bosconia non scherza). Ma mentre è più probabile trovare un quadrifoglio che un Tondonia Rojo ossidato (guardate Monica Coluccia cosa scrive qui). Per i Tondonia Blanco (90% viura e il restante 10% malvasia) il discorso cambia. Sembra quasi che l’azienda vada alla ricerca di questo prezioso ‘difetto’, l’utilizzo della bottiglia chiara e trasparente per i vini riserva dà forza alla mia ipotesi.

Oro, mare e non avere altre parole. Cercarne molte e alate si può, ma non servirebbescrive Emanuele Giannone cercando di rendere le emozioni di un 1987, Viña Tondonia Reserva Blanco. La 2000 è meno dogmatica, provenendo anche da un’annata qualitativamente uno scalino al di sotto la 1987 (Buena la 2000, muy buena 1987), ma il senso di smarrimento resta intatto, le parole sfuggono ad una tale bontà. Ad indicarmi la strada viene in aiuto un bignè di San Giuseppe mangiato qualche settimana prima. Non tanto per la nota di pasticceria evidente alla sniffata, quanto piuttosto per le similitudini tattili-sensoriali. Il Tondonia Blanco Reserva 2000 è un vino che si morde e si mastica con un lento e godurioso movimento mascellare, come il morso dato all’involucro croccante (ma non troppo) di pasta choux. La crema pasticcera satura e riscalda, diventando presto pura succulenza. La saliva aumenta, la lingua crogiola nell’abbondanza del piacere, ritardando al massimo la deglutizione. Il sottile filo conduttore tattile tra un bignè di San Giuseppe e il Tondonia Blanco Reserva del 2000 di Lopez de Heredia.

(Comunque, io spesso metto il formaggio sugli spaghetti con le vongole).

Bodegas R. Lopez de Heredia
Avda. de Vizcaya, 3. 26200 Haro. La Rioja.
Teléfono: 941.310.244.
E-mail: visitas@tondonia.com

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