2015,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine de La Romanée-Conti,  FRANCIA,  LA TÂCHE,  ROSSI

2015 La Tâche, Domaine de La Romanée-Conti

Mi capita qualche volta di non avere le parole adeguate per descrivere un vino; per quanto mi sforzi di sondare il mio vocabolario, non ne esce nulla all’altezza del compito. Posso solo dire che questo capolavoro universale unisce l’alfa e l’omega, la facilità di beva a una complessità stordente; dove il frutto non è sinonimo di semplicità, ma al contrario sublimazione e quintessenza. Naso stra-to-sfe-ri-co. Difficile stare dietro a tutti gli stimoli, tanto è cangiante. Al primo soffio avverto gomma bruciata che subito sublima in polvere da sparo o pietra focaia, poi pepe nero, lieve rabarbaro e bacche selvatiche (rosse e nere); il tutto mosso da uno zefiro vagamente erbaceo. Dunque il naso riesce a essere arioso e materico allo stesso tempo; c’è luce e oscurità, registri alti e toni bassi; il che prelude alla bocca. Questa, se possibile, ancora più stupefacente dell’olfatto. Immensa, dissetante, succosa, infiltrante, profonda, dinamica, energica, potente. Uso l’aggettivo potente nel suo senso fisico proprio: la potenza è la capacità di liberare energia in un dato intervallo di tempo. La Tache libera energia e dunque crea dinamica, movimento. È uno dei 3-4 vini più appaganti della mia vita di bevitore. In questo caso il numero vale più delle parole. L’unico problema è che la scala da 1 a 10 non basta. Meriterebbe quanto meno un ℵº, primo numero transfinito (https://it.wikipedia.org/wiki/Numero_transfinito). 100/100.

  • Zanzucchi [28/11/18] - 10/10
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10/10
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4 Comments

  1. Fabio Motta 25 Aprile 2020
  2. Fabio Zanzucchi 25 Aprile 2020
  3. Davide Fasolo 2 Maggio 2020
    • Fabio Zanzucchi 3 Maggio 2020

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