2015,  Barbera d'Alba,  DOC,  Giovanni Canonica,  PIEMONTE,  ROSSI

2015 Barbera d’Alba, Giovanni Canonica

La prima volta che comprai una bottiglia di Canonica lo feci incuriosito dalla grafica di quell’etichetta casalinga che mi suscitava simpatia. In quel periodo, verso la fine degli anni novanta, non avevo un gran trasporto per la barbera. Non la conoscevo. Mi trovavo da Nino, una piccola enoteca, in un piccolo paese ai piedi del Monte Grappa gestito dal mio primo maestro di vino. Fu amore a primo sorso, ne rimasi incantato, non tanto dai vari descrittori o cose varie ma da tutto l’insieme che quel vino riusciva a trasferirmi. Conobbi Giovanni Canonica pochi anni dopo e da quel momento ebbi le risposte di tutto ciò che cercavo in quel vino. La barbera di Canonica diventò, da quel momento, per me qualcosa di speciale. Oggi quella vigna e quel vino purtroppo non esistono più. Era il vino del cuore di Gianni, come lui stesso mi racconta, il dispiacere nell’espiantare il vigneto è stato enorme ma, tra flavescenza dorata e mal dell’esca non c’era via d’uscita.

Apro la Barbera 2015 con la consapevolezza che la scorta tenderà a zero per sempre. Il vino, in puro stile Canonica, non si manifesta subito, anzi tende a chiudersi, comprimersi. Si tratta solo di uno slancio per poi donarsi con il salire della temperatura della cantina. Bastano pochi gradi e una boccata d’ossigeno ed escono le note di prugna disidratata, pepe nero, mirtilli, e note balsamiche di menta e fiori secchi. Al palato la tessitura è grezza, quasi come un drappo di lino che unisce eleganza e ruvidezza. Con il tempo escono alcune note alcoliche legate al frutto come la ciliegia sotto spirito. Nell’attacco di bocca la sapidità si fonde con l’acidità donando equilibrio al vino ma anche bevibilità nonostante la gradazione alcolica da non sottovalutare con i suoi 15 gradi. La sorsata è morbida soffice e accogliente. Continuo a riempire il bicchiere con la scusa di non aver ben capito, in realtà si tratta di un richiamo irresistibile fino a metà bottiglia momento in cui decido di mettere il tappo per l’appuntamento serale. Il passare del tempo ha aperto totalmente il vino che si rende disponibile subito, è un abbraccio. Al palato sembra quasi dolce con le note fruttate ammalianti e quella grande bevibilità che mi porterà fino al fondo. Nel bicchiere vuoto riecheggiano gli aromi lasciando sul fondo le orme violacee della mancata filtrazione e la firma di un artigiano del vino di grande valore.

Canonica Giovanni
Via Roma, 47 12060 Barolo CN
Tel: +39 0173.56332
mail: info@agriturismoilquartostato.it
  • GIACOBBO [19/04/2020] - 9/10
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