2018,  Bertani,  ROSSI,  Valpolicella,  VENETO

2018, Valpolicella Classico Le Miniere di Novare, Cantine Bertani

Ci vuole visione, e anche coraggio per rivoluzionare il recente presente e tornare ad un passato mai esistito. È quello che sta accadendo da qualche tempo in Bertani, più precisamente dall’ingresso nel 2011 nel gruppo Angelini. Alla Tenuta Novare nel cuore della Valpolicella, paesaggi troppo poco spesso citati per la loro disarmante ed eterea bellezza, è in corso una rivoluzione silenziosa. Una rivoluzione iniziata dalla terra, o meglio “osservando la vigna partendo dal basso” come dice Andrea Lonardi Direttore operativo di Bertani Domains, sei tenute per 460 ettari vitati, tra Veneto, Toscana, Marche e Friuli. I suoi sono la chiave di volta non solo del progetto avviato nella tenuta di Montalcino Val di Suga, ma con questo più recente progetto dei Bertani Cru, con due vini molto diversi. Le Miniere di Novare è una parcella di 4 ettari poggiata su suoli ad elevata presenza di calcare, posti dopra antiche miniere di ferro e manganese. Il vino è espressione della vivacità della brillantezza di frutto e della mineralità gessosa di un suolo straordinario, in cui per decadi i caratteri originari delle uve sono state piegate all’encomiabile tecnica dell’appassimento, alla ricerca di quella densità e concentrazione che ha reso celebre queste terre nel mondo attraverso l’Amarone. Le Miniere è succosa esaltazione della corvina, con saldi di corvinone e rondinella come da tradizione, dall’inedita personalità accesa di frutto rosso succoso, palato disteso e deliziosamente vivace, sapido e leggero, con sfumature pepate che rendono instancabile la bevibilità. Un approccio contemporaneo che rende il Valpolicella finalmente accessibile e non banale, e lo proietta nel mondo dei vini da wine bar, spolverandolo da quell’ammanto austero anche un po’ troppo agée.

  • GIOVONI [13/04/20] - 9/10
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