2010,  Erpacrife,  METODO CLASSICO,  PIEMONTE,  VSQA

2010 Spumante Metodo Classico Dolce, Erpacrife

I miei primi assaggi di moscato: le dita immerse nel bicchiere del nonno a Natale, a Canelli. Lo stesso bicchiere usato dall’antipasto al caffè con tracce di barbera autoprodotta, acqua frizzante e mozziconi di sigaretta, infine riempito del moscato più gramo (mi si perdoni il piemontesismo) tra quelli in commercio nella provincia di Asti.

Tra i miei recenti assaggi di moscato: il Metodo Classico di Erpacrife. Niente sentimentalismi. Per una volta i ricordi vanno lasciati da parte, perché da canellese posso affermare che il moscato cattivo esiste (con o senza l’ausilio del bicchiere del nonno). Eppure, da quella stessa uva così bistrattata, strattonata e infine snobbata, si possono creare capolavori che capovolgono ogni regola conosciuta finora a proposito del moscato. Questo vino può invecchiare e lo fa con grande classe, può essere spumantizzato secondo il metodo classico (pur di avere ottima conoscenza del metodo e dell’uva), va a nozze anche con il salato.

Oro puro, aromatico fino al midollo, il calice emana profumi di caramelle ginevrine, cioccolato bianco, zenzero, pesca, glicine in fiore, menta e miele d’arancio; sono aromi che sfilano dal naso alla bocca danzando a lungo insieme alle bollicine. È dolce, ma mai stucchevole.

Erik, Paolo, Cristian e Federico – Erpacrife trova origine dalle prime sillabe dei loro nomi – si sono conosciuti sui banchi della scuola enologica di Alba e oltre a condurre le rispettive aziende di famiglia tra Langhe, Monferrato e Oltrepò Pavese, da vent’anni si dedicano alla produzione di spumanti da uve autoctone piemontesi, e lo fanno con grazia, eleganza e grande esperienza.

Erpacrife
info@erpacrife.it
www.erpacrife.it
  • FRANZON [21/04/20] - 9.5/10
    9.5/10
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